Nel caso di Giacomo Balla (Torino 1871 – Roma 1958) infatti è la figlia del
pittore, Elica, a ricordare nel suo libro di memorie intitolato Con Balla
(Milano 1984, vol. I, p. 387) che il padre a Roma: “frequenta le riunioni
di una società di teosofici presieduta dal Generale Ballatore”.
Per quanto riguarda invece il conte Arnaldo Ginanni Corradini
(Ravenna 1890 – Roma 1982) – in arte Ginna – è l’artista stesso a
dichiarare le proprie letture: “Ci rifornivamo di libri spiritualisti e
occultisti, mio fratello ed io, presso gli editori Durville e Chacornac.
Leggevamo l’occultista Élifas Lévi, Papus, teosofi come la Blavatsky e
Steiner, la Besant, segretaria della Società Teosofica, Leadbeater,
Edouard Schuré. Seguivamo le conferenze della Società Teosofica, a
Bologna e Firenze. Quando Steiner fondò la Società Antroposofica
restrinsi la mia attenzione a Steiner.
1. Contesto generale
- Nelle avanguardie storiche europee (Kupka, Kandinsky, Mondrian, Malevič) la Teosofia è stata un riferimento fondamentale.
- In Italia, anche i futuristi integrano nei manifesti riferimenti a fenomeni occulti, medianici e spiritualisti.
- I principali pionieri dell’astrattismo in Italia — Giacomo Balla e Arnaldo Ginna — ebbero contatti diretti con la Società Teosofica.
2. Giacomo Balla
- Secondo la figlia Elica Balla, il pittore a Roma «frequenta le riunioni di una società di teosofici presieduta dal Generale Ballatore».
- Carlo Ballatore (1839–1920) era presidente del Gruppo Teosofico “Roma”.
- Questo colloca Balla all’interno di un circuito teosofico romano, dove l’arte era concepita come mezzo per rappresentare l’invisibile e “modelli del mondo astrale”.
3. Arnaldo Ginna
- Dichiarazione diretta di Ginna:
- Leggeva Blavatsky, Steiner, Besant, Leadbeater, Schuré, oltre a occultisti come Éliphas Lévi e Papus.
- Frequentava le conferenze della Società Teosofica a Bologna e Firenze.
- Dopo la fondazione della Società Antroposofica si concentrò su Steiner.
- Aveva discussioni anche con Julius Evola.
- Presso gli eredi Ginanni si conserva una copia di Ai piedi del Maestro di J. Krishnamurti (Genova, 1911), con dedica di Ottone Penzig (segretario generale della Società Teosofica Italiana).
- Probabile che Ginna, presente a Roma dal 1911, abbia introdotto Balla alla Teosofia.
4. Arte e Teosofia
- Ginna elabora un metodo chiamato “subcoscienza cosciente”:
- Stato di coscienza superiore, volontario, per percepire il mondo extrasensibile.
- Mira a rappresentare visivamente la realtà psichica e le “forme interiori”.
- In linea con l’insegnamento occultista che l’arte può mostrare le strutture sottili della realtà.
- Ginna afferma esplicitamente:
«L’astrattismo è espressione di forze occulte». - Parallelismo con Kandinsky: Arte dell’avvenire (Ginna & Corra, 1910–1911) e Lo spirituale nell’arte (Kandinsky, 1910–1912) nascono da letture teosofiche comuni.