Anton Jasusch e la Teosofia

L’influenza della teosofia e della dimensione spirituale sul pittore slovacco Anton Jasusch rappresenta la chiave di volta del suo periodo artistico più celebre (1920-1924), svoltosi al suo ritorno a Košice dopo i traumi della prima guerra mondiale. [1, 2, 3, 4]

Prima del conflitto, Jasusch si concentrava su temi post-impressionisti, di puro stile e accostamenti cromatici legati all’Art Nouveau. L’esperienza al fronte, il ferimento e la prigionia in scampoli remoti della Russia asiatica scossero profondamente il suo equilibrio interiore. Al suo ritorno a casa, Jasusch si immerse nello studio di correnti filosofico-mistiche orientali ed europee, tra cui la teosofia fondata da Helena Blavatsky. Questa fascinazione trasformò radicalmente la sua pittura in un mezzo metafisico ed esistenziale. [1, 2, 5, 6, 7]

L’influenza teosofica nelle opere di Jasusch

La fusione tra l’esperienza bellica e il pensiero teosofico si manifesta chiaramente nei suoi capolavori attraverso precisi elementi visivi e concettuali: [4, 8]

  • Cosmologia e Metafisica: Jasusch inserisce nelle sue composizioni elementi grafici legati all’universo e al trascendente. I dipinti includono spesso orbite planetarie, spirali e costellazioni che simboleggiano il legame indissolubile tra l’uomo, la Terra e il cosmo. [2, 3, 6, 7, 9]
  • Il ciclo della reincarnazione: Nel suo celebre capolavoro Il ciclo della vita – Il pellegrinaggio delle anime (Kolobeh života – Putovanie duší, 1920-1924), l’artista esprime visivamente la dottrina teosofica della trasmigrazione delle anime. Figure umane allungate e stilizzate fluttuano impotenti, risucchiate in vortici di linee cinetiche e cerchi concentrici che richiamano la ciclicità dell’esistenza e il destino karmico. [3, 6]
  • Uso simbolico del colore: Rompendo con il naturalismo, Jasusch impiega pennellate dinamiche con sfumature accese e innaturali. Questo approccio, influenzato dalle teorie teosofiche sul valore spirituale del colore (similmente a quanto fatto da Wassily Kandinsky), mira a visualizzare l’invisibile, le auree e gli stati emotivi interni. [1, 2, 10]
  • L’Uomo e l’Assoluto: Opere di questo periodo come Nirvána o Forza del Sole (Sila slnka) affrontano questioni etiche ed esistenziali. Esplorano la perdita dell’individualità biologica a favore della fusione con un principio divino universale. [2, 3, 7]

Attraverso la teosofia, Jasusch è riuscito a sublimare il proprio disturbo post-traumatico da stress, trasformando l’Apocalisse della guerra in una visione d’arte d’avanguardia monumentale e ipnotica, unica nel panorama della Repubblica Slovacca. Puoi visionare una parte consistente di questa produzione sul portale d’arte slovacco Web umenia. [1, 6, 7]

Altri artisti della Moderna di Košice?

[1] https://www.europeana.eu

[2] https://www.gmb.sk

[3] https://livebid.cz

[4] https://nitrianskagaleria.sk

[5] https://api.prod.tuke.sk

[6] https://www.webumenia.sk

[7] https://sk.wikipedia.org

[8] https://www.gmb.sk

[9] https://www.academia.edu

[10] https://api.prod.tuke.sk

La Moderna di Košice (Košická moderna) è stato uno straordinario fenomeno artistico e culturale fiorito negli anni ’20 del Novecento nella città di Košice, nell’allora neonata Prima Repubblica Cecoslovacca. Durante questo decennio, la città si trasformò in un vibrante centro dell’avanguardia artistica mitteleuropea, paragonabile per fermento culturale alle grandi capitali europee. [1, 2, 3]

Le ragioni del miracolo artistico

Il fiorire di questa corrente fu favorito da specifiche condizioni storiche, geografiche e politiche:

  • Un crocevia multietnico: Košice era un mosaico culturale in cui convivevano pacificamente popolazioni slovacche, ungheresi, tedesche ed ebraiche. Questa atmosfera di apertura attrasse numerosi intellettuali. [2, 4]
  • Rifugio politico: Dopo il crollo della Repubblica Sovietica Ungherese nel 1919, molti artisti e intellettuali di sinistra fuggirono dal regime di Horthy e trovarono a Košice un porto sicuro grazie alle libertà democratiche offerte dalla Cecoslovacchia. [5, 6]
  • La figura di Josef Polák: Il direttore del Museo della Slovacchia Orientale, l’avvocato e amante dell’arte Josef Polák, fu il vero catalizzatore del movimento. Organizzò oltre 200 mostre, fondò una scuola d’arte e trasformò il museo in un centro di accoglienza per artisti locali e immigrati. [2, 5, 6]

Caratteristiche e stili

A differenza di altri movimenti, la Moderna di Košice non fu guidata da un unico manifesto rigido. Si trattò piuttosto di una pluralità di tendenze d’avanguardia che dialogavano tra loro: [7]

  • Pluralismo stilistico: Sulle tele e sulle grafiche dei suoi protagonisti si mescolavano espressionismo, cubismo, futurismo, costruttivismo e simbolismo. [6, 7]
  • Temi sociali ed esistenziali: L’arte di questo periodo rifletteva l’ansia del dopoguerra, l’industrializzazione, la vita delle periferie urbane, la transitorietà della vita e le ingiustizie sociali. [6, 7, 8, 9, 10]

I protagonisti principali

Il movimento vide la collaborazione di artisti stabilmente legati alla città e di autori di passaggio che vi rimasero per mesi o anni: [2]

  • Anton Jasusch: Celebre per le sue monumentali tele dai motivi cosmici ed espressionisti, nate dal trauma della guerra. [2, 6, 7]
  • Konštantín Bauer: Noto per i suoi dipinti crudi e suggestivi legati alla vita della periferia e alle tematiche sociali. [8]
  • Eugen Krón: Artista e grafico ungherese che fondò un’influente scuola di grafica presso il museo, formando le successive generazioni di talenti. [5, 6]
  • Július Jakoby: Uno dei più grandi pittori slovacchi del secolo, formatosi proprio all’interno di questo fertile ambiente. [4, 6, 7]
  • Sándor Bortnyik e František Foltýn: Figure dell’avanguardia internazionale (legati rispettivamente al costruttivismo e all’astrazione) che trascorsero periodi fecondi a Košice. [2, 7]

Oggi la più grande collezione di opere di questo periodo è custodita ed esposta presso la Galleria della Slovacchia Orientale (Východoslovenská galéria) a Košice. [11]

[1] https://courtauld.ac.uk

[2] https://mck.krakow.pl

[3] https://gask.art

[4] https://krakow.travel

[5] https://www.academia.edu

[6] https://spectator.sme.sk

[7] https://www.webumenia.sk

[8] https://artplus.cz

[9] https://www.kosice.sk

[10] https://www.kosice.sk

[11] https://artsandculture.google.com

I legami tra la Moderna di Košice e la teosofia (così come altre correnti dell’esoterismo e della spiritualità orientale) sono profondi e centrali per comprendere la visione artistica del movimento. Negli anni ’20, l’arte d’avanguardia mitteleuropea non cercava solo nuove forme estetiche, ma anche nuove risposte spirituali per elaborare il trauma collettivo della Prima Guerra Mondiale. [1, 2, 3, 4]

La dottrina teosofica, incentrata sulla fratellanza universale e sulla ricerca di leggi cosmiche invisibili, divenne una fonte d’ispirazione cruciale per diversi esponenti del gruppo. [5, 6, 7]

1. Anton Jasusch e la cosmogonia teosofica

Il legame più evidente e potente si ritrova nell’opera di Anton Jasusch, la cui pittura post-bellica è considerata un parallelo visivo dei concetti teosofici e del misticismo astratto (in sintonia con le teorie spirituali di Wassily Kandinsky): [8]

  • I cicli cosmologici: I suoi monumentali cicli di dipinti realizzati tra il 1920 e il 1924 (incentrati su temi come la nascita e la distruzione dei pianeti, il destino umano e l’ordine universale) riflettono la struttura della cosmogonia teosofica. [9]
  • I vortici di energia: Jasusch abbandonò la pittura puramente figurativa per stendere il colore in grandi forme ipnotiche a spirale o a cerchio. Visivamente, queste tele richiamano i concetti esoterici di forze astrali, flussi di energia invisibile e l’interconnessione spirituale tra l’uomo e l’universo. [2, 6]

2. Le radici nel Simbolismo e in Ladislav Mednyánszky

La fascinazione per la teosofia a Košice e in Slovacchia non nacque dal nulla, ma ereditò le tendenze del volgere del secolo: [3, 10]

  • Il celebre pittore barone Ladislav Mednyánszky (1852–1919), che esercitò una forte influenza spirituale sulla generazione successiva di artisti dell’area, era un profondo studioso di filosofie orientali e teosofia. [3]
  • L’uso espressivo della luce e le atmosfere mistiche, pensate per rivelare il “mondo interiore” e l’invisibile anziché la realtà oggettiva, passarono direttamente dal Simbolismo secessionista alle avanguardie della Košická moderna. [3, 10]

3. La ricerca della “Fratellanza Universale”

Uno dei tre principi cardine della Società Teosofica era la creazione di un nucleo di fratellanza universale senza distinzioni di nazionalità, razza o credo. [5]

Questo concetto trovò un terreno politico e sociale fertilissimo nella Košice degli anni ’20. Gli artisti della Moderna, molti dei quali erano rifugiati politici o appartenevano a minoranze (ungheresi, ebrei, slovacchi, tedeschi), abbracciarono l’idea di un’arte transnazionale e universale, capace di superare i rigidi confini dei nuovi nazionalismi sorti dopo il collasso degli imperi.

[1] https://www.academia.edu

[2] https://bitterwinter.org

[3] https://www.europeana.eu

[4] https://www.scribd.com

[5] https://www.liberliber.eu

[6] https://www.gonnelli.it

[7] https://it.wikipedia.org

[8] https://api.prod.tuke.sk

[9] https://www.yogamagazine.it

[10] https://www.europeana.eu

Leave a comment